Avanotti che divorano la plastica. Le catene alimentari dei mari minate alla base. Ora basta!

Aggiornato il: 26 nov 2019



La situazione della plastica che vaga nel mare è drammatica e quanto stiamo per raccontarvi è davvero inquietante.

La notizia freschissima, arriva dai fondali dell’Oceano Pacifico.

Per seguire quest’ultima news ci tuffiamo metaforicamente nelle acque al largo delle Hawaii dove i ricercatori del National Institute of Standards and Technology e della Hawaii Pacific University hanno portato alla ribalta un’incredibile, quanto preoccupante problema.

Il monitoraggio scientifico al largo dell’arcipelago americano, caro ai fans del telefilm anni ’90 Magnum P.i., evidenzia che le acque oceaniche hawaiane sono tra le più inquinate di plastica al mondo.


In quei tratti di mare, nei pressi delle isole di plastica galleggianti al largo delle Hawaii, si stima che il rapporto tra i pezzi di plastica e gli avannotti di numerosi pesci pelagici si attesti su numero inquietante di 7 a 1.

Ovvero 7 pezzi di microplastiche e 1 solo pesce allo stadio di avannotto.

Il monitoraggio ha evidenziato che i piccoli pesci appena nati comincerebbero a nutrirsi di microplastiche sin dai primi momenti della propria vita e vista l’abbondanza di questi elementi artificiali in quelle acque, sarà necessario comprendere quali saranno le drammatiche conseguenze sulla vita dei pesci.


La notizia ci allerta, ma non conosciamo le implicazioni di questa innaturale catena alimentare e le implicazioni per la nostra salute, considerato che la microplastica si accumula nei pesci adulti che finiscono nelle nostre tavole.

L’aspetto curioso è che alcuni pesci pelagici usano le isole di plastica galleggianti come area di nursery per i futuri avannotti, anche se questo aspetto comportamentale è paradossale poiché portano le future generazioni di pesci verso un ecosistema artificiale dalla tossicità inquietante. 

I pesci allo stadio larvale, sono fondamentali per la funzione degli ecosistemi e rappresentano il futuro delle popolazioni di pesci adulti.

È allarmante che gli avannotti siano circondati e ingeriscano materie plastiche cariche di tossine non nutrienti nella fase della vita più vulnerabile quando l'alimentazione è vitale per la sopravvivenza.


Il professor Jamison Gove, oceanografo che ha partecipato allo studio afferma: “La biodiversità e la produzione della vita marina sono attualmente minacciate da una varietà di fattori di stress indotti dall'uomo come i cambiamenti climatici, la perdita di habitat e la pesca eccessiva. Sfortunatamente, la nostra ricerca suggerisce che ora possiamo probabilmente aggiungere l'ingestione di plastica da parte dei pesci larvali a quell'elenco di minacce. “

Brutte notizie dagli oceani quindi… ma, l’auspicio è che letture ed approfondimenti di articoli, libri e favole per i più piccoli (come il libro Sybilla l'odissea di una bottiglia di plastica in testa alle classifiche di vendita di Ibs e che parla di plastica nel mare ai più piccoli) ci inducano a riflettere e a compiere ogni giorno le scelte giuste, siamo tutti responsabili di questo scempio globale.  


Ma ora è venuto il momento di reagire!


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